Visioni del mostruoso: tre diversi 'freaks' nella storia del cinema (2004)
Relatore Prof. Gian Battista Canova
I freakshow - attrazioni che come protagonisti hanno uomini con malformazioni fisiche - sono presenti anche oggi.
Già nell'antichità erano presenti famosi freak, come la Venere Ottentotta di Willendorf, il 'mostro di Ravenna' e tanti altri.
E nel cinema queste bizzarrie umane o scherzi della natura (freak è appunto l'abbreviazione di freak of nature) ci sono sono sempre stati
fin dagli albori del cinema, soprattutto americano.
Un esempio è infatti 'Freaks' di Todd Browning, del 1932. Cineasta da sempre affascinato dai circhi e dalle fiere, presenti in massima parte in tutta l'America, esce con una pellicola all'avanguardia rispetto all'epoca. I protagonisti di una storia d'amore e avidità sono gli stessi fenomeni da baraccone di un circo, pieni di dignità e orgogliosi di essere 'uno di loro'.
Un altro film che analizza il comportamento, della società in questo caso, verso i freak è 'Elephant Man' di David Lynch. Anche se è in bianco e nero non bisogna farsi ingannare, è del 1980. Lynch ha voluto ricreare ancora di più l'atmosfera dell'epoca in cui è ambientata la storia di John Merrick, il famoso uomo elefante.
Si passa poi a una pellicola del 1990 di Tim Burton: 'Edward mani di forbice'. Non è un freak puro, è un mostro di Frankestein, ma agli occhi di tutti è come se fosse un vero fenomeno da baraccone: incuriosisce e allo stesso modo atterrisce, come negli altri film, sia gli spettatori sia i personaggi della finzione.
Il cinema, in ultima analisi, diventa così lo schermo e lo specchio delle nostre paure e delle nostre curiosità più recondite.
Esso esorcizza le visioni mostruose rendendole visibili nel quadrato d'attenzione, coinvolgendoci e spaventandoci, ma allo stesso tempo rassicurandoci di essere su di una comoda poltrona di una tranquilla
sala cinematografica.
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